Alla scoperta del gioiello architettonico del Borromini: Sant’Ivo alla Sapienza

È del Seicento la magnifica chiesa barocca Sant’Ivo alla Sapienza, realizzata da Francesco Borromini (1642-1650) su incarico di Papa Urbano VIII Barberini, pensata e dedicata a Sant’Ivo, patrono degli avvocati. L’opera che ha più impegnato il Borromini si trova all’interno dell’Università La Sapienza, la più antica università di Roma.

L’edificio viene costruito al centro di una corte rettangolare in uno spazio relativamente ridotto, per cui il Borromini decide di svilupparlo magistralmente verso l’alto, realizzandolo in modo tale che la struttura venga sorretta da un armonioso colonnato con pilastri raggruppati e raggi continui, mentre alla pianta viene data forma di stella esagonale, composta da due triangoli nidificati e modificati da semicerchi e trapezi.
Il Borromini disegna i supporti aggiungendo maggiore peso, il quale conferisce all’edificio grande resistenza alle forze orizzontali, aumentando ulteriormente l’effetto ottenuto con l’installazione di rinforzi a catena.

La volta appare  luminosa e sollevata al punto tale da trasmettere al visitatore la sensazione di un’irraggiungibile altezza.
L’impressione è di trovarsi di fronte ad un flusso continuo di forza che, partendo dal pavimento, raggiunge infine lo zenit della cupola, vero capolavoro di architettura con le sue quattro parti differenti innalzate come una piramide a gradoni. L’interno della chiesa è volutamente bianco e ne favorisce la luminosità, oltre a farla apparire più grande di quanto lo sia in realtà. Il candore del bianco viene interrotto dagli elementi in stucco che, di tanto in tanto, vengono accentuati con l’oro, mentre il blu viene aggiunto come elemento alla curvatura della lanterna.

Ma di Sant’Ivo alla Sapienza è soprattutto la cupola, vista dall’esterno con la sua lanterna dalle doppie colonne e rientranze concave e la sua spirale con la corona fiammata, culminante nella croce in ferro battuto, a confermare la maestria del Borromini, che con la sua capacità di sfidare più che mai la forza di gravità, aggrovigliando i marmi e le pietre fino a raggiungere l’infinito in spinte eteree ed eterne, rende la Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza il suo capolavoro più grande.

Articoli consigliati